LETTERATURE COMPARATE

LINGUISTICA E LETTERATURA
COMPARATA 2010



Letteratura Comparata

 

LA RETORICA

 

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... un altro contributo alla scienza comparatistica che nelle lettere non ha ancora una vera e propria "scuola" italiana.

Nell'insegnamento di Letterature Moderne Comparate
curato dal Prof. Sandro Maxia.

Linguistica e Letteratura comparata - Anno 2010 

di Massimo Marongiu 

Copyright M. Marongiu
tutti i diritti riservati
deposito S.I.A.E. 2000-2005

 

 

LE FIGURE RETORICHE

 

Una parte degli studi  linguistici si è occupata dei tropi, delle figure retoriche. In particolare il GRUPPO u di Liegi, ( Dubois, Edeline, Klinkesberg, Minguet), ha posto la classificazione e suddivisione in gruppi delle figure retoriche, al centro della propria ricerca. Queste ultime vengono classificate in Metaplasmi, Metatassi, Metasemi e Metalogismi. Il nome deriva dalla radice “meta”, che significa: parte riconducibile all’intero con i suffissi differenti a seconda le figure interessino la parola, la proposizione, il significato o l’intera frase. Qui di seguito nella stessa ottica ci occuperemo di elencare le  più importanti e ricorrenti  figure, ai soli fini di una elencazione e suddivisione con la medesima griglia, di facile e comoda comprensione a fini strutturali e di ricerca.

Ricordiamo però che la retorica si può annoverare tra quelli che alcuni storici chiamano: fenomeni di lunga durata”. Già la troviamo statuita in Aristotele: La retorica ...(è)... la facoltà di scoprire in ogni argomento ciò che è in grado di persuadere. (“Retorica, I(A), 1,2 1355b-1356a”). Intorno all’anno 800 d.c. con la nascita delle Università la retorica entrò a pieno titolo nelle arti liberali facendo parte con Dialettica e Grammatica del cosiddetto TRIVIUM, che succedeva al QUADRIVIUM nella propedeutica per le vere e proprie arti superiori: Leggi, Medicina e Teologia. La Letteratura di ogni tempo e paese ha usato la retorica e le sue figure e così la politica, la saggezza popolare e colta. Oggigiorno se ne ha una riscoperta, peraltro da indagare nei suoi risvolti sociologici, nei messaggi pubblicitari che martellando incessantemente il senso comune in genere, creano sintagmi di vera e propria lingua, partendo da degli “acte de parole”  tutt’altro che neutrali, in un circuito perverso dove la lingua si sclerotizza.. Qui ci limiteremo ad una elencazione, peraltro non esaustiva, delle più ricorrenti figure o tropi, pensando che la loro conoscenza sia indispensabile non solo per il critico letterario ma per il lettore, l’ascoltatore, l’amante del cinema e del teatro, e a dir la verità soprattutto per l’incauto, incessantemente plasmato, inconsciamente, dalla retorica.

 

 

 

 

 

METAPLASMI

 

 

 

 

Sono, volendo semplificare estremamente le cose, mutazioni del significante all’interno della parola.

 

 

ACROSTICO - le iniziali di un componimento se poste in evidenza ed estratte, hanno un significato loro proprio:

            “Projecto domino suo amores Toxilus

Emit atque curat leno ut emittat manu;

Raptamque vi emere de praedone virginem

Subornata suadet sui parsiti filia

Atque ita intricatum ludit poetas Dordalum”.

 

L’acrostico delle iniziali di verso è PERSA, Il Persiano. In questo caso è titolo e introduzione dell’omonima commedia di Plauto.

 

AFERESI - eliminazione di un fonema o di un gruppo di fonemi all’inizio di parola:

“arena-rena, evangelo-vangelo”.

 

ANACOLUTO - costruzione irregolare della frase per mancanza parziale o totale di collegamenti sintattici: l’effetto voluto è di dare efficacia e immediatezza al costrutto:

“Quelli che muoiono bisogna pregare Iddio per loro” - Alessandro Manzoni.

 

 

ANTICLIMAX - posizione di parole o concetti in ordine decrescente: è il contrario del “climax”:

“E mi dicono, dormi/ mi cantano, dormi/ sussurrano, dormi/ bisbigliano, dormi!” - G.Pascoli.

 

ANTONOMASIA - uso di un nome comune al posto di un nome proprio, per connotare la persona di tali caratteristiche o viceversa; Dante parla di Virgilio come “cantor de’ buccolici Carmi”; più in generale si può denotare la bellezza di una donna con: “ E’ una Venere”.

 

 

APOCOPE - troncamento a fine parola di una sillaba o vocale:

“buon-buono, fra-frate, san-santo, cinema-cinematografo”.

 

APOSTROFE - Locuzione in genere solenne che personifica un oggetto:

“E tu onore di pianti, Ettore, Avrai/ ove fia santo e lagrimato il sangue/ per la patria versato”.

 

 

CLIMAX - Crescente disposizione di parole in intensità. Rinvenibile anche a livello sintattico, segnico e della intera frase:

“La vittoria ci costò sudore lacrime e sangue”. (Churchill).

 

 

ELLISSI -  salti di una o più parole al fine di ottenere diversi effetti: coincisione, concitazione, brevità  etc. etc..

“virtù viva spregiamo, lodiamo estinta”. “Donna danno”. “Quanto (costa)?” , “Buona idea!”.

 

 

ENALLAGE - uso di una parola che ne sostituisce un’altra con funzione grammaticale o declinazione diversa:

“E cominciommi a dir soave e piana” (Dante Alighieri)

 

GIOCHI DI SUFFISSI E DI PREFISSI:

“gente-salvagente, fisso-affisso, viso-avviso”.

 

 

METATESI:

inversione dell’ordine di successione dei suoni di una parola:

“crocodilus, coccodrillo, crocodile”.

 

 

ONOMATOPEA - Imitazione fonetica di cose, animali etc. etc.:

 

“Intanto sopraveniva davvero il feffe feffe, a tutta faffa”. (Carlo Emilio Gadda).

 

 

SENHAL - Nome in genere dell’amata o del committente nascosto tra le parole del componimento:

“Alè s’andrà...” che nasconde il nome di Alessandra in una “caccia” del XIV sec.

 

 

 

METATASSI

 

 

 

 

Sintami afferenti la parola o la proposizione che danno una curvatura particolare all’articolazione della frase:

 

 

ASINDETO - elisione della congiunzione sintattica tra le parti:

“a l’andar, a la voce, al volto, ai panni...(Canzoniere,Petrarca, CCLXXXII,12-14)

“veni,vidi,vici”  (Cesare)

“detto fatto”.

“Le donne, i cavalier, l’arme e gli amori” (L.Ariosto).

 

CHIASMO - inversione sintattica o semantica di uno o più termini di un sintagma con un minimo di quattro termini:

“ Io solo combatterò, procomberò sol io” (Giacomo Leopardi).

“ Odo greggi belar, muggire armenti” ( Giacomo Leopardi).

 

DOMANDA RETORICA - Domanda che sotto il profilo sintattico semantico, non presuppone una risposta, ma esprime ironia, un ordine, attrazione etc.:

“ Quale sarebbe questo tuo bel pensiero?”

“ Non sarai mica un genio in incognito?”

“ Non sei ancora uscita?”

 

ENDIADI - Enunciazione a due termini che tralasciando le usuali norme sintattico/grammaticali, veicola nascostamente un concetto con lo scarto così affermatosi:

“ Eletti di Dio, li cui soffrire/ giustizia e speranza fan men duri” (Dante Alighieri). Il senso di “giustizia e speranza” è speranza nella giustizia.

 

EPIFONEMA - costrutto più o meno enfatico al fine di una decisa esclamazione:

“ Ecco come il giudizio umano spesso erra” (Ludovico Ariosto”

 

EUFEMISMO - Uso con valore figurato di un termine meno duro o aspro del termine proprio:

“ Fatal quiete”. (Ugo Foscolo), per “morte”

 

IPERBATO - Costrutto di un sintagma  al di fuori del normale ordine sintattico:

“ O belle a gli occhi miei tende latine” (Torquato Tasso).

 

 

IPOTITOSI - Immediatezza del costrutto della frase ottenuta con reiterazione sintattica e accumulo di termini di vivida comunicazione:

“ Li occhi ha vermigli, la barba unta e atra, e ‘l ventre largo, e unghiate mani”. (Dante Alighieri).

 

IPOTASSI - sillogismo con i primi terini e/o le conclusioni errate:

Coltivato dalla scuola dei Sofisti e dei Cinici.

“Socrate è un uomo, Aristotele è mortale, Socrate è immortale”.

 

PARALLELLISMO - sintagma di una o più unità sintattiche che reitera una parte dei suoi elementi distintivi nel sintagma che lo segue, mantenendo la stessa struttura primaria: è il contrario del chiasmo:

“ Occhi verdi, capelli biondi”.

“ Treno in orario, viaggiatore soddisfatto”

 

 

PARATASSI - discorso dove le varie parti hanno un rapporto sintattico/logico coordinato: sillogismo

  Socrate è un uomo, tutti gli uomini sono mortali, Socrate è mortale.

 

 

POLISINDETO - parole e frasi legate da successive congiunzioni:

“ e rompere e piccar bigordi e lance e piover da finestre e da balconi (Folgore da S.Gemignano)

 

 

ZEUGMA - costrutto ove un antecedente è messo in relazione con due o più elementi:

“ La qual cosa la donna vedendo e udendo” (Giovanni Boccaccio)

 

 

 

 

 

METASEMI

 

 

 

 

Figure retoriche che in prima istanza, implicano uno scarto di significato, un mutamento dell’universo segnico; sono la metafora, la metonimia, la sineddoche, l’ossimoro, la sinestesia la similitudine e l’ironia.

Nella maggio parte della letteratura sull’argomento le figure ritenute più importanti sono la metafora ( sostituzione di un semema con un altro semema, ovvero una unità conchiusa di significato con un’ altra), e la metonimia, (sostituzione di un semema con un sema, ovvero di una unità conchiusa di significato con una unità subordinata allo stesso semema od ad un altro) .

Gli studiosi linguisti hanno talvolta giudicato più importante l’una o l’altra delle figure retoriche in quanto si è considerato da qualcuno l’una derivata dall’altra o viceversa.

Diciamo che nella norma consolidata come figura principale è stata considerata e apprezzata la metafora, ma non mancano autorevoli voci di parere opposto.

Umberto Eco segnala una sostanza metonimica della metafora, in quanto referente, contesto e codice sarebbero informati da una valenza metonimica.

Roman Jackobson assegna la metafora all’asse della selezione (codice) e la metonimia all’asse della contiguità (sintagmatico). Poiché un tropo o figura retorica, pur sembrando talvolta appartenere all’asse della selezione, in realtà non fa testo nella “langue”,  appartiene all’asse della contiguità ed è quindi una metonimia.

Non mancano voci più eclettiche: la sineddoche da un punto di vista teoretico è considerata la figura retorica principale dal Gruppo di Liegi, e le altre in un modo o nell’altro ne sono una derivazione.

Poi ci sono le novità, come “l’ironia”, classificata recentemente come figura retorica a opera soprattutto di Schofer e Rice.

Da ultimo ricordiamo che l’Ossimoro ,la Sinestesia e la Similitudine le quali  sono in effetti delle vere e proprie metafore, che presentano però caratteristiche peculiari.

 

 

 

 

 

IRONIA - Normalmente esclamativa e con l’intento di una derisione, da quella più leggera al più duro sarcasmo. Si esplica con l’utilizzo di un discorso piano che assume un significato affatto differente da quello proprio:

“ Vieni a veder la gente quanto s’ama!” ( Dante Alighieri).

 

 

 

METAFORA - E’ la più usata delle figure o tropi, sia in ambito artistico che quotidiano. Due sememi vengono posti a confronto creando un inspessimento nell’ordine dei significati e nella natura stessa del senso. La si potrebbe considerare una similitudine senza marche di confronto.

“ Antonio è un pezzo di pane”, che vorrebbe dire: “ E’ buono come un pezzo di pane”.

 

 

METONIMIA - Il costrutto sostituisce termini che abbiano rapporti logici nel codice:

     contenente per contenuto : “ Passami la borraccia”,

     della materia all’oggetto: “ Gli hanno rubato tutti gli ori” (per gioielli),

     l’autore per l’opera: “ Mi piace Verdi”,

     la causa per l’effetto “ - soffre il mare”,

     il concreto per l’astratto: “ avere fegato”

     l’astratto per il concreto: “ avere poco cervello”

     il nome al posto di un toponimo o marca “ non so se preferire il tuo Panama                   

     o il tuo Borsalino.

     l’effetto per la causa: “ ha una bella mano” (bella scrittura)

 

 

OSSIMORO - figura che rispetta la grammatica ma non il significato proprio: caro all’ Ermetismo:

       “M’illumino d’immenso” (Ungaretti).

       “Con le braccia colme di nulla” ( Ungaretti).

       “ gli uomini cercano riposo al loro ozio laborioso “ (Carlo Michelstaedter).

 

SIMILITUDINE - è una metafora dove è presente la marca dell’accostamento:

       “ La memoria,/ amica come l’edera alle tombe” (Umberto Saba).

 

SINEDDOCHE - E’ la parte per il tutto ovvero un sintagma con una delle sue proprietà o appartenenze:

       “ Vedo le vele all’orizzonte” (per navi)

 

SINESTESIA - E’ una metafora che sposta da uno all’altro dei nostri sensi l’oggetto:

        “ Ce la mangiammo con gli occhi appena entrò”

        

 

 

 

 

METALOGISMI

 

 

 

 

Sintagmi che cambiano l’intera struttura della frase.

 

 

 

ANTITESI - costrutto che accosta elementi di significato opposto:

“ Pace non trovo e non ho da far guerra”.  ( Petrarca)

“ Guerra e pace”. ( Tolstoi)

 

IPERBOLE - Eloquio che ricerca volutamente l’esagerazione:

“Sono suo dai piedi fino al capo”  (ARNAULT DANIEL)

 

LITOTE - frase costruita da un sintagma che nega il suo contrario:         

“Non è molto intelligente”.

“ Mica scemo”.

 

 

 

 

                       BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE   

 

 

 

EINCICLOPEDIA EINAUDI: voce Retorica e collegate

EINCICLOPEDIA RIZZOLI LAROUSSE

AA.VV. -  “ La Retorica”

AA.VV. – Rhetorique General LAROUSSE, PARIS, 1970 p. 106 e segg.

Einciclopedia ENCARTA © Microsoft

Einciclopedia Zingarelli CD-ROM ©

 

 

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